A che sì il timor mio vi anoia e spiace?
E tanta ira vi adduce e tanto sdegno?
Deh! se ei mi rode come tarlo legno,
fate che almen con voi, donna, abbia pace.
Nacque d'amor paura et è seguace
di qualunque intra in l'amoroso regno.
Caro esser vi dovrebbe un simil segno,
ché a conoscer che un ami è il più verace.
Il dirmi ch'io non tema è un dir: “Disama!”
Non posso! Né tal voglia in te cadria,
ché human non è chi amato esser non brama.
E quel che fa maggior la pena mia
è ch'io veggio che il cor vostro non ama,
riprendendo nel mio la gelosia.