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1463–1537

354

Antonio Tebaldeo

Perché fosse al suo officio più fervente, ché già carro e dextrieri avea a dispetto, de tre lauri ad amare accese il petto Amor, non men che in terra in ciel possente.

Tal che in l'error nulla fatica sente, che per tutto il camin trova diletto: un ne vaggeggia quando esce del letto, un a mezzo al vïaggio, un in ponente.

Per un corre Peneo chiaro et adorno, un su l'Atice al ciel le braccia extende, un fa di Sorga glorïoso il corno. Ama il sol tutti tre, ma si comprende

che ama più quel che vede a mezzo il giorno, ché a nui in quella hora maggior fiamma rende.

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