Skip to content
1463–1537

353

Antonio Tebaldeo

Visto ho con che fervente e caldo affetto, Cotrona mia gentil, cerchi il ben mio. Ma tu sai ben che non è accetto a Dio chi pentito non è del suo diffetto.

Un antico pensier mi regna in petto che fa me stesso a me porre in oblio: non mi posso pentir, se ben voglio io, di star ad un fanciul nudo soggetto.

Veggio ch'io son per stolto mostro a dito, veggio che a chi son servo non son grato; pur cresce ognhor più in me questo apetito. Non conviene a me il don che tu m'hai dato,

né converria se ben fosse pentito: ché seco ha la sua pena il mio peccato.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
353 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove