Visto ho con che fervente e caldo affetto,
Cotrona mia gentil, cerchi il ben mio.
Ma tu sai ben che non è accetto a Dio
chi pentito non è del suo diffetto.
Un antico pensier mi regna in petto
che fa me stesso a me porre in oblio:
non mi posso pentir, se ben voglio io,
di star ad un fanciul nudo soggetto.
Veggio ch'io son per stolto mostro a dito,
veggio che a chi son servo non son grato;
pur cresce ognhor più in me questo apetito.
Non conviene a me il don che tu m'hai dato,
né converria se ben fosse pentito:
ché seco ha la sua pena il mio peccato.