Sì dolce è la passion che mi tormenta,
sì dolci i lacci ove io mi trovo involto,
che essere io non vorrei libero e sciolto,
né veder del mio cor la fiamma spenta.
Altri l'arbitrio conservar si stenta,
et io ringratio Amor che me l'ha tolto;
né son da iudicar per questo stolto,
ché sol felice è quel che si contenta.
E se advien che talhor il duol me occida,
tal morte più che mille vite vale,
e invidia ho se altri per te piange e grida.
Fanciul spietato, quanto pò il tuo strale!
Tu fai sì ceco chi di te se fida,
che discernere il ben non scia dal male.