Con qual pianti giamai, con quai sospiri potrò, Signor, dolermi in la tua morte, piena de affanno, angustia e di martiri? Qual cor, qual mente è sì indurata e forte
che non pianga a veder tanto tormento, o malvaggia, perversa e iniqua sorte! Deh, perché non fui anch'io in simel stento, perché non morii teco in compagnia?
Lassata hai la tua barca in man al vento! Chi più serà mia guida in questa via dubiosa, incerta, misera e fallace, o che grazia la morte me saria?
Perso ho ogni mio conforto, ogni mia pace, né spero esser più lieta insin ch'io viva: la speme mia con el tuo corpo giace. Duolme che con le braccia io non arivo
a le tue membre per poter toccarte, ch'io t'amo morto como te amai vivo. Mira le treccie mie straciate e sparte, odi la tua discipula dolente,
senza te priva de ragion e de arte. O sciocca, smemorata e ignuda gente, come mai commettesti un tale errore, como di tanto ben sei scognoscente?
Costui che hai posto in croce è il tuo Signore: non te ne acorgi, populo obstinato, populo che hai de fredda pietra el core? Quel che più volte già te ha liberato,
quel che sempre ti fu difesa e scudo, conservandoti onor, vittoria e stato, con mille strazi, in atto orrendo e crudo, fitto hai sopra d'un alto e acerbo legno
fra dui falsi latron, spogliato e nudo. O Iuda cieco e de avarizia pregno che 'l tuo maestro vendesti per oro non ti curando del celeste regno,
or non sapevi ben che ogni tesoro manca col tempo e che gli è cosa frale più che non è di ragno alcun lavoro? Lui ben ti fece e tu gli hai reso male,
lui cercò darti sempiterna vita e tu l'hai morto, perfido e sleale! O vui che avete l'alma sepelita ne' vizii, ormai lassate el camin torto:
ecco che Cristo a se ne chiama e invita! Ritornate a bon ora inverso el porto: vano è indugiar che l'arco mortal scocchi, ché mal fa gran camin chi ha tempo corto.
Aprite, anime perse, aprite gli occhi: io, che già stata son gran peccatrice, lassati ho tal' pensier' caduchi e sciocchi. Quagiuso in terra sperar ben non lice,
ché 'l ben che manca ben non si pòl dire: ricorra al ciel chi vòl esser felice. Però volgiete a Dio ogni desire, che si fece omo in su l'amara croce:
per salute de noi volse morire. Oimè, la forza mi manca e la voce; manca el spirto, non posso parlar più, tanta è la passïon dura e feroce
e, per dolor, mi sento cader giù.
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