Tu me conforti pur che ad Angel scriva,
la cui harmonia in terra e in ciel rimbomba:
a me bisognaria più chiara tromba,
la mia è mortale e la soa voce è diva.
Congionger vòi il salice a l'oliva
e la cornice a la bianca colomba:
Angel traria cantando un huom di tomba,
io non movrei una persona viva.
Icar non son, che con le finte piume
cerchi volar; io non son Marsia audace,
né quel che ardendo ruinò nel fiume.
Ad Angel tu dirai che assai mi piace
de ritrovarme in gratia a un tanto nume,
ma che dove sia il cigno il corbo tace.