Skip to content
1463–1537

339

Antonio Tebaldeo

Quando io penso al camin lungo aspro e forte, madonna, et a la poca mia possanza di ritornar a te, non ho speranza se non vi torno in compagnia di Morte.

Stolto che, essendo in lieta e dolce sorte, son giunto ove sol guerra e duol m'avanza: ché bisognava mutar clima e stanza per veder Roma e sua soperba corte?

Devean le luci mie restar contente di veder te, né veder altro mai, sendo qui sola tra l'humana gente. Ma tu de ciò guadagni e non lo sai:

ché, non trovando cosa sì excellente, più me inamoro e più t'apprezzo assai.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
339 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove