Sopra Arno in un boschetto ove, dal vento
tocche, le fronde harmonia dolce fanno,
senza spirto mi vivo e con me stanno
sol i sospir', le lacrime e il lamento.
Più non te scrivo in arbori, ch'io sento
l'averti scritta in carte essermi a danno,
ché, mossi da la fama, altri ti vanno
seguendo, et io che mor' non mi contento.
Oltr'a tanti contrarii, io non vorei
che leggendoti in scorze de arborscelli
se infiammassero anchor gli agresti dèi.
E sì geloso son de' vaghi e belli
occhi che a' sassi taccio gli amor' mei,
né me fido de' pesci e men de' ocelli.