Quando de l'ampio mar che Amor governa
quete vedrò l'onde gonfiate e prave?
Quando sparir la folta nebbia grave,
cagion che il camin dritto io non discerna?
Quando fuor de la sicula caverna
uscirà una aura placida e soave?
Quando per segno de mia errante nave
in porto arder vedrò l'alta lucerna?
Lasso non serà mai, ché de hora in hora
sento crescere a' vènti e al mar l'orgoglio.
Fortuna siede in poppa e Morte in prora.
Né tanto de l'andar vago mi doglio,
quanto che, in tanta via ch'io scorro ognhora,
trovar non posso per mia pace un scoglio.