Occhi süavi, a che brusarme tanto?
Io pur troppo ardo, senza più infiammarme.
A che tu, bella man, tanto impiagarme?
Deh, per dio, se non pace, tregua alquanto!
S'io vi do fama e de vui scrivo e canto,
non doveresti già tal guerra farme:
prendeti contra chi ve ha in odio l'arme!
Io ve amo, servo, e merto altro che pianto.
Che gloria ve è straciare un vile e basso,
un ceco, un disarmato e sì mal forte
che va per via cadendo a ciascun passo?
Ma se pur simil fin mi vien per sorte,
prego chi me amarà scriva su il sasso:
“Dui occhi et una man fur la sua morte”.