Indagator del ciel che tante carte
volte hai per ritrovar il mio ascendente,
tu cerchi invan, ché, come in l'altra gente,
la virtù di lasù non ha in me parte.
Ma doe terrestri stelle con tal arte
create, che dal dì mai non fur spente,
veggio che al volger suo l'alma consente:
hor arde, hor gela, hor stassi, hor se diparte.
E perché alfin seran tra l'altre stelle,
parla con me, ché, se tanto vivrai,
tu sol certa notitia avrai di quelle.
Io sin qui pace un dì non ebbi mai.
Se non si mutan, di' che chi sotto elle
nascerà non expetti altro che guai.