Va', lepretin, la libertà ti dono
che per un rozzo agricoltor perdesti.
Va', che honesto non è che preso resti
presso di me, che d'altrui preda sono.
L'aver provato il mal talhora è buono:
io, mesto, porto compassione a' mesti.
Hor abi gli occhi più che prima desti
a mantener sì pretïoso dono.
Spero che cortesia mi giovi molto:
ché, come advien che mia nemica senta
che te, che fiera sei, dei lacci ho sciolto,
impossibil mi par che non si penta
di tener tra catene un huomo avolto,
se non è in lei vergogna al tutto spenta.