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1463–1537

317

Antonio Tebaldeo

Latino, homai creder si pò che Roma non debba aver se non col mondo fine: ecco come maggior de le rüine sorge, mostrando al ciel la vaga chioma.

E quel che a Scipïon fu grave soma, a Cesare e ad altre alme pelegrine, leve è a una donna che con sue divine bellezze ogni nation sogioga e doma.

Darne il ciel vòl aperto e chiaro inditio che questa terra indomita e vivace da Venere e da Marte ebbe l'initio. Già per la spada crebbe, hor per la face.

Ma nato è in lei, che assai mi dole, un vitio che non dà, come sòle, al vinto pace.

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317 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove