Io era con gli occhi desïosi volto
al dolce lume, onde mia vita langue,
quando da man sinistra un crudel angue
apresso mi trovai ne l'herba involto.
Sùbito pallidezza oppresse il volto
e intorno al freddo cor s'acolse il sangue;
ma la mia donna che me vide exangue
gli ebbe il voler nocivo a un sguardo tolto.
Che più temer debbo io? Homai me fido
con lei star tra leoni e tigri infesti
e ne l'harene d'Affrica far nido.
Ma, lasso, ben potran guardarmi questi
lumi da ogni gran mal, ma io me diffido
trovar chi aiuto contra lor mi presti.