Star te bisogna, Phebo, accorto e attento:
temo la luce tua divenga oscura,
ché per Morte crudel, malvaggia e dura,
visto ho questo altro sol sepulto e spento.
Convien che torni insieme ogni elemento,
poi che muta il suo corso la Natura:
non è più stella in ciel che stia secura,
né Cynthia tua riman senza spavento.
Ma, a quel ch'io veggio, gaudio il cor te afferra:
credo che lieto del suo occaso sei,
perché de invidia ti tenea sotterra;
ma se ben pensi, più atristar te dêi,
ché, se già invidia te faceva in terra,
invidia hor ti farà tra i summi dèi.