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1463–1537

305

Antonio Tebaldeo

O che gloria immortal, che eterno honore era a dui amanti, e che felice sorte, se a un colpo ne occideva ambedui Morte, come a un colpo ambedui ne ferì Amore!

Tu il dovevi far, Morte, ché migliore preda eran dui! Ma sper che 'l duol sì forte mi farà un dì, ch'io spezarò le porte, ché l'huom che vòle al tuo dispecto more.

O quanto invidiata da me sei, Niobe, che nel caso tuo infelice fusti in pietra conversa da li dèi! Tal mutation mi potria far felice,

perché coperchio al ciner me farei di costei, che fu in terra una phenice.

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305 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove