Skip to content
1463–1537

302

Antonio Tebaldeo

Ahi, Morte acerba, ahimè, Morte, de quanto rumor, di quanto affanno cagion sei! Ché, per aver a nui tolta costei, mosso hai lite nel ciel, nel mondo pianto:

facto è qua giuso un mar per pianger tanto, e contendon là su dinanti ai dèi donne infinite, perché vedon lei aver fra tutte il primo loco e il vanto.

Per arechire una vil fossa e tetra, crudel, il mondo impoverisci e privi: che maledetta sia la tua pharetra! Forsi tu un corpo solo al libro scrivi:

ahimè, che sotto una agiacciata pietra sepulti hai seco mille corpi vivi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
302 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove