Qualunque legerà mei gravi danni
– se pur fia alcun che queste rime leggia –,
pensando a quel ch'io fui, cauto proveggia
de spender meglio i soi giovenili anni.
Arseno i membri mei, arseno i panni
per quella a cui nulla altra s'apareggia:
tal che, se avien talhor ch'i' la riveggia,
tirar mi sento ne gli antichi affanni.
Pensa a che crudel stratio, a che partito,
a che malvaggia sorte io fui condutto,
che una donna ad altrui serva ho servito!
Colsi del sceme mio suspiri e lutto,
da madonna e da Amor al fin schernito,
utile ad altri, a me nocivo frutto.