Già l'esser te de antico sangue nato
e de latin sermone un lume raro
me strinse amarte, ché il ciel scarso e avaro
non spesso l'uno e l'altro insieme ha dato.
Hor me stringe, Atheneo, l'essere amato
da te, qual veggio apertamente e chiaro
facendo un dono a me d'un servo caro,
che dir si può che t'hai del cor privato.
Al tuo et al suo bene il desir mio
preposto hai, Conte, ché potea aver lui
da te roba e doctrina, in che manco io.
Ma non creder però perder costui,
ché mai tal acto io non porrò in oblio:
e se pria avevi un servo, hor n'arai dui.