Skip to content
1463–1537

243

Antonio Tebaldeo

Da ignoranza non son sì vinta e opressa che ogni don non conosca esser non degno di te, che degno sei de più de un regno per la rara virtù che te è concessa;

ma pensando che già te die' me stessa, e che degnasti il don povero e indegno (che di gran cor fu vero inditio e segno), a mandarti questo altro io mi son messa.

L'habito forsi turbarate alquanto, ma riportando tu, signor, victoria de chi lo porta, el dêi portar per vanto; Hercul, come nei marmi è anchor memoria,

del domito leon l'hirsciuto manto, mentre che in terra fu, portò per gloria.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
243 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove