Se 'l si potesse il cielo aver per guerra,
come il seggio regal per me reavesti,
cussì per me, Ferrante, in ciel seresti.
Ma chi cum l'arme i dèi vincer crede, erra:
de ciò son specchio i figli de la terra.
Però de caldi preghi e pianti mesti
empio il tempio per te, ché sol a questi
soldati l'uscio il ciel, vinto, diserra.
Benché non bisognando me afatico,
ché al tuo partir di qua fusti racolto
sùbito in ciel, se gli è a virtude amico.
Vale, presto verrò, ché in doglia avolto
m'ha sì tua morte, e un cor che me è nemico
a torto, che star qui non posso molto.