Enea, Morte o Fortuna ogni disegno
nostro interrompe, e ogni favor è corto;
et esser deve molto saggio e accorto
chi tranquil questo mar trova al suo legno.
Sendo tu gionto a grado excelso e degno,
più che pòi giova, né ad alcun far torto;
cussì l'huom si fa amare e vivo e morto:
meglio è una optima fama assai che un regno.
Pensa de chi sei opra e chi t'ha dato
il nome: ché, se a' libri creder vòi,
più pietoso de Enea non è alcun stato,
né de colui che t'ha ai servitii soi
tròvasse un più magnanimo o più grato;
se in questi dui te specchi, errar non pòi.