Non afatico il mio debile ingegno
per acquistar la fronde a Phebo amica,
ma per placar la dolce mia nemica,
al cui lume gentil sasso divegno.
Sì che, Vesconte mio, se alcun malegno
mi morde, a posta sua quanto vòl dica;
spero che non fia vana mia fatica:
serò, se non per dir, per fede degno.
Ma certo quello è ben crudo e perverso
che, vedendo da Amor stratiarme il core,
voglia stratiarme anchor le rime e il verso!
Digli da parte mia che è poco honore
al lupo intrare in un gregge disperso
quando non ve è né il can né il suo pastore.