Recevuta ho una tua dentro da cento,
ove di me tu te lamenti assai,
perché del mio partir non te avisai.
Perdonami, Gualtiero: io me ne pento.
Poi lessi in un soneto el tuo lamento,
el qual verso d'amor iniquo fai:
credi a me che più volte criderai
prima che 'l foco tuo si trova spento.
Chieder a lui iustitia non bisogna.
Vôi tu che un cieco veda, e un che ha le ale
sia stabele, e un fanziul tema vergogna?
Al Quercente e al Magnan, fido e leale,
sùbito como sia gionto a Bologna,
te ricommanderò. Non altro. Vale.