Io son tuo servo, e duolme essere indegno,
né son pur hora, ma fui in fasce e in cuna:
statene certo, e non dar fede alcuna
se il contrario te dice alcun malegno.
E se la stantia mia sempre non tegno
apresso te, non vòl la mia fortuna;
far me convien, signor, come la luna,
che qua sta parte e parte al stygio regno.
E aciò che ne abi fede integra e piena
questa carta terrai, ne la quale io
per sempre me ti do servo in catena;
io l'arei scripta ben col sangue mio
per più certeza, se ciascuna vena
asciuta non m'avesse il cieco idio.