Scio che da quella che volando porta
le nove, e che de più sempre dir suole,
inteso hai come per le sue man' sole
tua donna, anci la tua nemica, è morta.
Posa, Timotheo caro, e ti conforta!
A che piangere il fin de chi non vòle
viver? Morte è innocente, e ge ne duole;
ma a chi se occide forza è aprir la porta.
Più non mi amiro se in sì longo spatio
non ebbe l'empia del tuo mal pietade,
quando del proprio corpo fa tal stratio!
Cerca reavere il core in libertade;
facil te fia, ché hormai deve esser satio
per aver vista tanta crudeltade.