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1463–1537

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Antonio Tebaldeo

Come arai tanto ardir, roza mia rima, che vadi col tuo inculto e basso stile in quella bella man bianca e gentile che, se dir lice il vero, al mondo è prima?

Bisogno ti facea di miglior lima e de ingegno più alto e più sutile; non star però de andar, benché sii vile, ché sol il core e non il don se stima.

Digli, se a schivo arà toccar tue carte poi che gionta serai al suo conspetto, col guanto almen se degni de acceptarte; e se in te, come gli è, fia alcun diffetto,

imputi Amor, ché in sé non ha alcuna arte chiunque a la legge sua si fa sugetto.

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