Scio che fra te dirai: “Io non son quella
Laura, come è il rumore! Io son delusa”,
visto non esser mossa a dir mia musa
di te, de cui tanto hoggi se favella.
Anci l'advien per esser troppo bella,
ché tale è il raggio tuo, che strugge e brusa
la virtù del mio ingegno: onde confusa
ogni opra resta che produr cerca ella.
Né troppo humor né troppo caldo vòle
arbor che 'l parto suo maturar voglia:
il mezo è quel che bene operar suole.
Questo, prego, tua man per hora toglia;
lontan che alquanto sia facto il tuo sole,
sper che fructo miglior di me si coglia.