Arbor che in su la riva obliqua e torta
d'Atice surgi, ove affannato e lasso
per refrigerio me ne vengo a spasso,
parlando cum Amor, che è la mia scorta,
cresci, te prego, e al ciel crescendo porta
questo bel nome che in te scripto lasso;
ché l'infimo mio stil, debile e basso,
de alzarlo al suo dever non si conforta.
E s'io t'ho inciso, non l'avere a sdegno,
ché tu il pòi ben tenir scripto in la scorza
se scripto in mezo il core ognhora il tegno;
folgor né vento aràn contra te forza
mentre che sculpto in te fia questo segno,
ché ha tal virtù che ogni infortunio amorza.