Io battea a l'uscio di quella aspra e fiera
donna che ogni animal tira a sua corte,
quando gionger te vidi a le sue porte,
stanca, smarita e di color di cera.
Stava come colui che presto spera
uscir de trista e dolorosa sorte,
e dicea: “Se a costei apre la Morte,
intrarò seco ne la reggia nera”.
Dietro a te me ascondea, ma l'empia e ria,
che se ne accorse, ti lassò di fuora:
tanto lei brama e Amor la pena mia!
Piaceme che per me tu vivi anchora;
starò saldo a l'entrata, e forza fia
o che lei m'apra over che alcun non mora.