Tu piangi, e quella per cui fai tal pianto
ne ride, e ride il ciel che l'ha racolta
tra l'alme ellecte, libera e disciolta
dal fral, caduco e corruptibil manto.
Lei, tutta intenta al lume divo e santo,
dolce harmonie per ogni parte ascolta;
poi se volge a se stessa e dice: “O stolta,
perché sei in terra dimorata tanto?”.
E quando gli occhi soi qua giù declina,
vedendo la pregion donde è partita,
si duol di tua miseria e trista sorte.
Il viver nostro è un fior còlto de spina;
però piangi la tua, non la sua morte,
ché morte è quella che se chiama vita.