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1463–1537

158

Antonio Tebaldeo

Tu piangi, e quella per cui fai tal pianto ne ride, e ride il ciel che l'ha racolta tra l'alme ellecte, libera e disciolta dal fral, caduco e corruptibil manto.

Lei, tutta intenta al lume divo e santo, dolce harmonie per ogni parte ascolta; poi se volge a se stessa e dice: “O stolta, perché sei in terra dimorata tanto?”.

E quando gli occhi soi qua giù declina, vedendo la pregion donde è partita, si duol di tua miseria e trista sorte. Il viver nostro è un fior còlto de spina;

però piangi la tua, non la sua morte, ché morte è quella che se chiama vita.

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158 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove