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1463–1537

144

Antonio Tebaldeo

Io fui, Timotheo, a quella excelsa e degna cità che Sena ciascun noma e chiama. Non è men di presenza che di fama: chi Amor seguir non vòle, ivi non vegna.

Ivi ha il suo primo seggio et ivi regna, ivi amato averia colui che grama fece Eccho e di se stesso ebbe poi brama, e quel che fu contrario a la matregna.

Tal sguardi scontri et odi tal parole, che esser bisognarebbe e sordo e ceco: ogni fanciulla è una syrena e un sole. Io, Timotheo, che 'l cor non avea meco

– ché Flavia il tiene e render non me 'l vòle –, quasi constretto fui rimaner seco.

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144 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove