Io fui, Timotheo, a quella excelsa e degna
cità che Sena ciascun noma e chiama.
Non è men di presenza che di fama:
chi Amor seguir non vòle, ivi non vegna.
Ivi ha il suo primo seggio et ivi regna,
ivi amato averia colui che grama
fece Eccho e di se stesso ebbe poi brama,
e quel che fu contrario a la matregna.
Tal sguardi scontri et odi tal parole,
che esser bisognarebbe e sordo e ceco:
ogni fanciulla è una syrena e un sole.
Io, Timotheo, che 'l cor non avea meco
– ché Flavia il tiene e render non me 'l vòle –,
quasi constretto fui rimaner seco.