Non ti gloriar, Francesco, d'esser scarco
sin qui de Amor, ché al fin ogni cor speza:
chi in gioventù non ama, ama in vechieza.
Fa' pur ch'el voglia por la mano a l'arco!
Ben faresti nel dir esser più parco
quando tua lingua il suo valor dispreza,
ché se poi vince questa tua forteza,
te fia pena magior e doppio incarco.
Temerario è chi crede esser più forte
de tanti già passati homin' prudenti,
che fur suggetti a l'amorosa corte!
Amor scalda delphin', tigri e serpenti,
e Natura il fe' quasi come Morte,
che è cosa inevitabil fra le genti.