Tu ardi in foco, a me la fiamma è tolta,
ché più non ardo e in ciner son converso,
la tua barca è in tempesta, io son sumerso,
io fra catene, tu sei in lacci avolta;
tu morte expecti, io mor ne una sol volta,
tu piangi et io pel pianto ho il pianto perso,
tu contra il mondo, io tutto il ciel ho adverso,
per te dorme pietà, per me è sepolta.
Ma a che dolersi e sospirare ognhora,
se la colpa da noi nasce e deriva
del mal che ne consuma, afflige e acora?
Ché se t'ha dato il ciel ch'io mora e viva
e che sanar te possi a una sol'hora,
perché al ben nostro sei contraria e schiva?