Hor taccia il vulgo misero e infelice!
Gli è pur palese mo': chi negar vòle
che costei, che ha ne gli occhi Amore e il sole,
non sia qui ne l'Italia una phenice?
Ecco, per rinovar la sua radice,
tolte, non quelle legna che tòr sòle,
ma d'Amor l'arco e le saette sole,
cum l'ale accese il suo rogo felice.
Ma il ciel che vide le faville accense,
parendogli pur lei giovene anchora,
non volse, e il foco incomminciato spense.
O che bel fine io me expectavo alhora:
miste arei cum le sue mie fiamme immense!
Mai più non fia che sì felice io mora.