Skip to content
1463–1537

124

Antonio Tebaldeo

A che esser cerchi nei mei versi messo? Se fama speri aver nel mio volume, Marco Antonio, te inganni! Hor come lume vòi tu da me, che in tenebre sto oppresso?

E quando ben dal ciel fusse concesso a me tal don, seresti al mare un fiume; e perderesti come Icar le piume, s'io te ponesse a la mia donna apresso.

Sì che nulla acquistar pòi del mio dire; pur ho voluto questo loco darte, perché io non posso al tuo desio desdire. Duolme, perché ami me, tal danno farte:

ché, a quel che io veggio, due volte morire converate, una in carne e l'altra in carte.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
124 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove