Tu vedi, Antonio mio, che 'l secul nostro
ognhor cum più fervenza al vitio attende,
in parasiti e adulator' si spende,
né in favor cresce se non qualche mostro.
Non ti smarir però, ché perle o ostro
non cura la virtù, che per sé splende;
molto più bel thesoro è quel che rende
a te la tua pictura, a me l'inchiostro.
Che vale esser di roba e stato forte
e poi perdere il tutto in un momento?
Il bello è saper viver doppo morte.
Sì che di quel che tu hai resta contento,
e più che pòi lontan sta' da la corte,
ché più securo è il remo assai che il vento.