Iulio mio caro, io temo de mandarte
i versi mei tra quelle horride genti,
ove s'adopran ferri aspri e pungenti,
lanze, archi, spade, non inchiostro o carte.
Dapoi che ebbe Vulcan le rete sparte,
sempre tra Marte e Apol fur odii ardenti;
e di natura assai son differenti,
se tu examini ben l'una e l'altra arte.
Questo porta la tromba e quel la lyra,
l'un sol di festa, sol di canto e gioco,
l'altro di sangue human pascer si suole;
questo ha benigno aspecto e quel pien d'ira,
questo in ameno, quel sta in aspro loco,
e l'un rumor, l'altro silentio vòle.