Preciosa tela candida e felice,
che stata sei più fiate intorno avolta
a quelle parte ascose che una volta
toccando io non serrei mai più infelice,
in tal süavità de odor phenice
non mor, quando già vecchia al sol si volta,
qual spira fuor di te, che tutta hai tolta
dal corpo che celeste chiamar lice.
Volentier per un dì te portarei
sopra la carne mia; ma Amor sì forte
m'arde, ch'io temo che te brusarei.
Deh, fusti quella che da sua consorte
ebbe Hercul! ché brusar te non vorei,
ma che brusassi me, dandome morte.