Pien d'un vago pensier che me inamora,
giva pensando del mio acerbo stato,
quando mi scorse in loco aventurato
Amor, che a' fianchi mi sta fermo ognhora.
Volsimi, e vidi uscir d'un tempio fora
il mio bel sol, de vivi raggi armato;
ma poi che me rivolsi a l'altro lato,
vidi la dea che 'l cielo e terra honora.
Voltarme a Flavia me stringeva Amore;
conscïenza, nemica a ogni male atto,
repugnando dannava i pensier' mei;
cussì, dubioso a cui facesse honore,
riscossimi e, divoto e smorto a un tratto,
volsi gli occhi a madonna e il spirto a lei.