Non mi dar noia, Amor, ch'io non ho l'ale
da volar, come tu, presto e legiero;
non ho Pegaso sotto per dextriero,
ma uno afflicto caval che poco vale.
Debil son io e debil l'animale
che mi sustenta, e temo in su il sentiero
restar morto cum lui; né mai più spero
veder colei ch'è diva, e non mortale.
Sì che va' inanti tu, s'hai tanta fretta;
nui dietro ti veremo a lento passo,
lui trafitto dal sprone, io da saetta.
A madonna dirai come ti lasso
a meza via, perché Morte me affretta:
ma che non è il desio, se 'l corpo è lasso.