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1463–1537

107

Antonio Tebaldeo

Non mi dar noia, Amor, ch'io non ho l'ale da volar, come tu, presto e legiero; non ho Pegaso sotto per dextriero, ma uno afflicto caval che poco vale.

Debil son io e debil l'animale che mi sustenta, e temo in su il sentiero restar morto cum lui; né mai più spero veder colei ch'è diva, e non mortale.

Sì che va' inanti tu, s'hai tanta fretta; nui dietro ti veremo a lento passo, lui trafitto dal sprone, io da saetta. A madonna dirai come ti lasso

a meza via, perché Morte me affretta: ma che non è il desio, se 'l corpo è lasso.

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