O chiome parte de la treza d'oro,
de che fe' Amor il laccio ove fui còlto
qual simplice augelletto, e dal qual sciolto
non spero esser mai più se pria non moro,
io vi baso, io vi stringo, io vi amo e adoro;
perché adombrasti già quel sacro volto
che a quanti in terra sono il pregio ha tolto,
né lascia senza invidia il divin choro?
A vui dirò gli affanni e i pensier' mei,
poi che longe è madonna, e parlar seco
mi nega aspra Fortuna e gli empii dèi.
Lasso, guarda se Amor mi fa ben ceco!
Quando cercar de sciolgerme io dovrei,
la rete porto e le catene meco.