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1463–1537

103

Antonio Tebaldeo

Chi non scia come sorga primavera al magior verno, come il corso a' venti si toglia, al ciel le nube, a gli serpenti l'aspro venen, le tenebre a la sera;

chi non scia come una più alpestre fiera se plachi, come il mar tranquil diventi quando è più in furia, e come i corpi spenti resumer possan la sua forza intiera,

fermi l'occhio nel lume di costei: dentro vi è Amor, che non scia star altrove, superbo minaciando homini e dèi. Quando in donna fur mai gratie sì nove?

Ma pensa quel che fa parlando lei, se sol col sguardo suo fa tante prove.

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103 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove