Chi non scia come sorga primavera
al magior verno, come il corso a' venti
si toglia, al ciel le nube, a gli serpenti
l'aspro venen, le tenebre a la sera;
chi non scia come una più alpestre fiera
se plachi, come il mar tranquil diventi
quando è più in furia, e come i corpi spenti
resumer possan la sua forza intiera,
fermi l'occhio nel lume di costei:
dentro vi è Amor, che non scia star altrove,
superbo minaciando homini e dèi.
Quando in donna fur mai gratie sì nove?
Ma pensa quel che fa parlando lei,
se sol col sguardo suo fa tante prove.