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1463–1537

102

Antonio Tebaldeo

Già de la vita mia breve e mortale son gionto al mezo, e pur in doglia e lutto amando vivo e, consumando il tutto dei migliori anni, invecchio dentro al male;

et hor ch'io dovria alzar da terra l'ale per acquistarme qualche degno frutto, tengo in sciocchi pensier' il cor, destrutto per una cosa che è caduca e frale.

Ma certo i corpi nostri han varia sorte: chi more in aqua e chi perisce in guerra, chi a tristo fine ariva in seguir corte; a me, dal primo dì ch'io venni in terra,

ordinato era per amor la morte, che ciò che 'l ciel dispone mai non erra.

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102 · Antonio Tebaldeo · Poetry Cove