Patre de la tua patria veramente sei, degno Corio, ché la torni in vita e l'opre sue passate fai presente. Per te sua fama fia sì stabilita
che 'l bel nome Milan starà in eterno, tanto ha vigor la penna tua fiorita. Contrasteran col Tempo in sempiterno le tue fatiche, anzi a la nostra etate
serai del Tempo secretario interno; e le cose presente e le passate pingi sì natural, ch'el se puol dire che veramente sian due volte nate;
e se licito fusse a consentire a quella pitagorica opinione, morte non esser che chiaman morire, ma solo un trasmutar corpi e persone,
direi fusti presente sempre stato al tutto, né in te mai fu oblivïone, ma d'un corpo in un altro trasmigrato il spirto tuo de età in età fine ora,
poi che in silenzio nulla hai trapassato. Se con corona civica se onora chi scampa de sua patria un citadino, come se lege in molte parte ancora,
tu, magno mio eccellente Bernardino, mille n'hai meritate, anzi infinite, e statue de bronzo e d'oro fino. Erano mille glorie sepellite
de' tuoi concivi in una eterna tomba: per te, mio Corio, sono in luce uscite, e sua fama immortal ch'al ciel ribomba, fra noi or più che mai resurge viva
sol per la chiara tua sonante tromba: ch'ogni opra singular di vita priva se puol ben dir, se alcuna dotta fronte non ha qual le sue laude a pien discriva.
Quando la notte cinge ogni alto monte d'un colore, siam dentro l'ombra oscura e d'una facia è tutto l'orizonte; venendo poi del sol la luce pura
in questo nostro bel giardin mondano, pare ogni cosa poi in sua natura. Così fatto hai del nostro bel Milano, ch'essendo in notte oscura, ora il fai chiaro
con raggi de l'ingegno tuo soprano. In lui se vede ogni ingegno preclaro, tutte l'opere sue son or palese, e chi fu da odiare e d'aver caro.
Felice sei fra ogn'altro milanese, felice, ché di morte nulla teme: posto hai or fine a queste magne imprese, eterno sei con la tua patria insieme.
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