– Colei ch'ogni amicizïa dissolve de gli elementi, e diventar se vede pel suo crud'arco ogni vivente in polve, a quella cerva che gli umani eccede
qui de pietate, con un nero strale discacciò l'alma de la propria sede. Vedendo immobil star quell'animale qual già fu sua nutrice il giovenetto,
integro, senz'alcuno esterior male, ponendogli la man poi sopra il petto e non sentendo palpitare 'l core come sentì già essendo fanciulletto,
tutto remase pieno de stupore e più da poi ancor ch'egli s'accorse esser mancato in lei ogni calore; e stato un pezzo sopra de sé in forse
che far dovesse de l'amata fiera, quel ch'or vo' dirte in fantasia gli occorse. Avido de saper quel che dentro era, lacrimoso l'aperse per cercare
de quel moto vital la causa vera, e dove già sentì più frequentare quel batter natural mentre era viva, ivi cominciò prima invistigare.
El lato manco primamente apriva e trovò 'l core e, per cercar più avante, quello a suo modo ancor da poi partiva; vedendo le sue celle e arterie tante
fatte con sì mirabil artificio, stupiva per quell'opera prestante. Così fra sé facea questo iudicio, de la mirabil stanza esser partito
quel che già fu rettor de l'edificio; comprese per la via del viso e audito, de l'odorato e gli altri sentimenti, com'è segnor del tutto ivi obedito,
ché tutti i nervi e vene e gl'istrumenti del mortal corpo da quell'eran mossi come prima cagion de' suoi momenti; vedendo poi la macchina de gli ossi
insieme collegati con tant'arte, del saggio architettor maravigliossi. De qui drizzò 'l pensier in altra parte e ebbe infra se stesso imaginato
che la luce che 'l tempo ne comparte gli avesse il vital caldo entro mandato, e un sommo maestro e sapïente giudicò che tal opra ha fabricato.
Vedendol putrefar poi facilmente, disse: – Il patron non vòl far più retorno, roinando sua casa sì eccellente –. Nell'animo volgendo il nuovo scorno,
non sapendo anco quel che fusse morte e col pensiero regirando intorno, e discorrendo sopra questo forte, la mente sua revolse poi a se stesso
temendo esser subietto a simil sorte. Ben che per pruova conoscesse espresso da ragione esser retto e assai più ingegno ch'ad altro animal esserli concesso,
vedendo ancor per evidente segno nascer le piante e crescere e morire, altra vita conobbe esser nel legno: chiaro comprese quelle non sentire
e aver in lor virtù de crescer solo, la qual vegetativa se suol dire; pensa se col pensier se levò a volo e s'aveva piacer nel suo secreto,
ben ch'in quel loco se trovasse solo. De scienza natural era repleto, per esser stato de la turba fuora col cor sincero e l'animo quïeto;
però, Filelio mio, chi se inamora de l'ardente virtù ch'al ciel ne mena, l'istinto vero uman ben segue alora, de letizia immortal la trova piena,
e chi per questa dea fatica prende, in le fatiche sue li cresce lena. Quanto è infelice quel che 'l tempo spende sì come irrazional senza pensiero,
né a cultivar mai l'animo suo attende! Né prova né ragion gli mostra il vero, ma inamorato sol de la Fortuna, la vòl seguir per ogni mal sentiero;
se poi il mira con sua faccia bruna, sì come vile, spaventato resta né trova contra lei difes'alcuna. Ne conosce per pruova manifesta
chi seco pugnar vòl nel mondo cieco: l'arme a difesa convien dargli questa sacra regina, qual le ha sempre seco –.
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