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1444–1530

16

Antonio Fileremo Fregoso

Il sol ch'è vita d'ogni mortal vita e dil mondo calor e luce vera, mostrava già la facia sua espedita e apparea in oriente sì sincera,

che pur non l'ocupava un nuvoletto, dal ciel scaciando l'umida ombra e nera, e refulgeva il suo divino aspetto sì chiaro, come alor che a prender scese

di la sua amata Climinè diletto. Già i miseri mortali a le sue imprese restituiva col suo sacro lume con menti de diversi desii accese,

quando dal sonno sciolti e da le piume levati noi, a l'eccellente loco ne recondusse il nostro fatal nume, e retornassem a veder il gioco

qual fa Fortuna di la stirpe umana e quanto il favor suo suol durar poco. D'ogni region dil mondo ben che strana gli era come ho già detto intorno a basso,

ché per fin lì la strada era assai piana, ma gionti poi a quel tanto erto sasso con gran periglio a pena se poteva in longo tempo s– salir un passo;

pur secundo la guida che toglieva, alcun di lor tanto montar men tardo e con minor pericol se vedeva. Mentre ch'ognun di noi facea riguardo

a quella gente, ecco uno a l'improviso videmo ascender s– molto gagliardo, e una matrona gli ridea nel viso qual parea tutta dil suo amor accesa,

facendogli favor col grato riso e l'aiutava a quella ardua ascesa sporgendogli la man salir sì leve che andar per piano ad altri assai più pesa.

– A quel che da colei favor receve –, disse la diva nostra, – o amici, ancora inimica mortal saragli in breve: farallo prima in poco spazio d'ora

trionfar nel gran pallagio che vedete, poi con furor sarà scacciato fuora; e se saper chi sia costui volete, che per esser da voi assai lontano

(so che vi è noto) e or nol cognoscete, dil populoso, ricco e bel Milano gubernator fia prima, e in dosso il manto e il ducal scettro gli vedrete in mano:

questo è quel Ludovico Sforza tanto da questa amato e molto favorito, ma cangiarasse quel favor in pianto. Un numero potrei dirvi infinito

de i delusi da lei e ruinati, ma il giorno pria che 'l dir saria finito: Vitellio, Ottone e molti altri elevati nel più felice e onorato seggio

di l'alta rocca da costei son stati, poi gli ha trattati questa iniqua peggio che quel che qui vedete, e parea pria dargli sopra ciascuno il vanto e il preggio.

Però questo vi basti e esempio sia a farvi ben di sua natura chiari e cognoscer quanto è fallace e ria; e a ciò ch'ognun di voi più a pieno impari

sue vanità fugir e soi inganni, prendete questi occhiali al mondo rari e poi mirate gli eccellenti scanni e dil castello le fulgente mura,

e vedarete a che ogni uman s'affanni. Apparerà ogni cosa in sua natura a gli occhi vostri e di la prestigiosa sarà la vostra vita almen secura.

Di l'alta stanza tanto luminosa, poi che questi mei spechi avete avante, la vera forma non vi sarà ascosa e iudicar potrete da qui inante

s'el se debbe estimar cosa sì frale, come fa il vulgo ceco e ignorante. Questa di Fortuna è siede regale, per questa adonque impararete il resto

quanto sia de aprezzare e quanto vale –. Oh, miracol non mai simil a questo veduto più, ch'ancor quando gli penso tutto d'ammirazion confuso resto:

l'aurea rocca, il castel vago e immenso, il fonte de ricchezza e la minera il cui splendor vincea de gli occhi il senso, (chi 'l crederà?) di terra e di fango era

e di fumo e di nebbia gli ornamenti, e gli abitanti il capo avean di fiera: pensa se a riguardar stavamo intenti!

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