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1384–1448

XXIV

Antonio di Meglio

Sogliono e buon fedeli e veri amanti, se il lecito amor gli tien costretti, tanti riguardi aver, tanti rispetti che nel pensar non saprei dir quanti.

Non sia nessun che mai si glori o vanti di contraffare agli amorosi effetti, prendendo essemplo dagli altrui difetti, che publicati poi son su pe' canti.

Volgomi a te con cordïale amore, poi che tu se' nell'amorosa tresca, perché tu gusti il mio fedel ricordo. Se 'l faretrato arcier per suo vigore,

per infiamar più cori ha divers'esca, non ti far mai, contra suo voglia, ingordo.

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