Michele, il nostro cavalier m'è prto
ch'è nuovamente ghermito nel letto,
dalle gotte e dal fianco in forma stretto
che più d'alcun recrio prende conforto.
Per la qual cosa gli fa' tal rapporto,
dico per parte mia; nota il mie detto:
se ne' tempi opportun, d'amor costretto,
fé quel che fé, non de' ricever torto.
Deh, non mostrargli in ne' suoi stremi affanni
quanti gravi pericoli e soqquadri
infino al tempo del mio buon Giovanni
per noi portò, per gl'importuni e ladri
trovati che facean con fraude e 'nganni
que' che mostraron già esserci padri!
E se ben dritto squadri
la mia intenzione, assai chiaro si vede
ch'i' 'l vo' remunerar di tanta fede.