O Padre etterno, onde a noi nasce e piove ogni lume, ogni grazia, onde l'Amore primo al mondo s'infonde, o sommo Iove, senza la cui virtù, senza 'l favore
del qual niente puossi, or sia presente, ora stringa 'l mio petto il tuo valore, ora 'nfiammi quel foco la mia mente, che, su del ciel mandato in terra, accese
l'antiche fiamme sue lì quasi spente! Dal vigor delle quai non si difese chi le saetta, ma nel proprio foco arse e perì po' che quivi discese.
Donde, se 'l mio parlar frigido e fioco non è acceso, cantar non potrei di tua potenzia, Amor, molto né poco, né degli effetti tuoi, né di colei
senza la qual tutto manca e perisce, e della qual cantar debbo e vorrei: dico dell'Amicizia, ch'or languisce misera, aflitta, lacerata e tale
qual esser suol chi ciascun avilisce; onde, spezzato e rotto ogni suo strale, da cupidine vinta, aspra e 'ndegnata, all'antico suo sen già volge l'ale.
Ma or con prieghi e grande onor chiamata, forse ritornerà donde fuggita era, come già fu, benigna e grata, sì che colui, ch'alle sue lode invita
li alti intelletti, è di tal loda degno, ch'a dirlo è brieve ogni 'ngegno, ogni vita; perché sanz'essa ogni tribo, ogni regno subito cade, e ciò che piace e giova
dall'Amicizia tien l'ordine e 'l segno. Con questa fa Natura ogni sua prova, questa tempra i contrarî e spira e 'nfonde modo e bellezza, e ogni esser rinnova;
questa in quadre figure atta le tonde, questa con modo ed ordine e misura procede, sì che nïente confonde. Questa, se truova 'ngegno a sua natura
atto, commuove, incende, ferma e finge sua maestà, sua luce e sua figura; e dell'essenzia quel segna e dipinge della qual essa scende, onde colui,
che col fren di costei sé muove e stringe, al ciel subito leva li occhi suoi e, dall'alie d'Amor portato, arriva dov'al mezzo s'accorda el primo e 'l poi.
E quivi la bellezza e luce viva truova, contempla, sì che, quindi assorto, tratto d'Amor, di sé tosto si priva, nel lume cieco e nella vita morto,
e nïente nell'esser diventato, benché nel suo mancar pigli conforto. Anzi subito grida: «Egli è 'ngannato ciascun che qui non viene! I' mi credea
essere amico, già essere amato. Or veggo che 'l mio amore in sé volgea tutti suo raggi, onde com'acqua in vetro ogni suo colpo effuso si spargea.
Ma poi ch'a me lasciai me stesso retro Amore e Libertà vidi coniunto, dov'è del santo ardor l'ultimo metro. Ed in quel, senza cerchio ubique punto,
vidi dell'Amicizia il sacro fonte e l'essemplare in lui raccolto e giunto, dal qual formata è 'mpressa la mia fronte». «Ogni amicizia è falsa, se non quella
– dissi –, ch'è temperata in questo monte, dov'è 'l sacro suggel, dov'è la stella de' navicanti, in mar rettrice e guida, dov'è d'amor la legge onesta e bella,
la qual con alta voce al mondo grida: ‘Chi sé nel primo amor non ferma e 'ncende, segue nel suo pensier l'antico Mida ed a Medusa e Circe avaro vende
l'amor, se amor è, onde, mutato in bestial forma e 'nsensata, discende!’ » Ma chi con Prometèo in ciel levato fura 'l fuoco vivifico, nel quale
l'antico Ganimede arse traslato, alla terra rivolge ogni suo strale e, dalla diva fiamma acceso e mosso, fa sé amando a tutte cose equale,
e, benché truovi 'l mondo tardo e grosso a ricever d'Amor lo studio e l'atto, dal moto suo già mai non è rimosso. Ma dell'alma Amicizia è 'l primo patto:
servando 'l ben che lui fatt'ha beato, partire a tutti vuol libero e atto. Quinci simil si fa spesso all'amato, acciò che lui a sé simil diventi,
fin ch'è, dond'esso scese, a lui menato; e dell'antico Elia presi i ferventi e rapidi cavagli, in ogni parte volando, giova e soccorre le genti,
non temendo Pluton, Cloto, né Marte; ma, di fiamme vestito e di saette armato, d'Amor segue ogni su' arte, le quai son, s'i' non erro, or due or sette,
che, in quattro d'oro strali essercitate, rendon l'alme all'amor pronte ed elette, e le quai, per tôr tedio, ora lasciate, senza fren correrò dove l'Amore
volgerà le mie vele alte e gonfiate. L'alma Amicizia pon l'anima e 'l core pe' cari amici e nïente alieno de l'amico a sé crede o di sé fore,
ed allent'all'amare e stringe 'l freno quanto a chi è amato si conviene, più dando dove è più, men dov'è meno. Dove son le cagion dell'amor piene,
per amor contra sé diventa dura e contenta sostien l'ultime pene. Ogni cosa ha d'ognun diventa; e cura sempre 'n altri voler quel che 'n sé volle,
e varia a tempo e muta sua figura. Nulla 'niuria da lei mai l'Amor tolle, ma con l'amore ogn'odio e 'ngiuria spegne e savia regge il matto e 'nsegn'al folle;
è certa negl'incerti e stima indegne del vero Amor cagioni, utilitate, conïunzion, diletto, uso e convegne, credendo dell'Amor la libertate
quinci legata, e Carità perire. Dov'è, arde e luce ogni sua dignitate. Questa non vive in sé né può morire, questa nïente ha suo, tutto possiede,
questa non vuole e vuol senza disire. questa correndo posa e stando siede, questa, di sé minor, se stessa avanza, questa segue ciascun, ciascuno eccede;
questa la levità con la costanza vince, e colla fortezza ogni timore, viltà, pigrizia e odio con l'istanza; questa pia e crudel vivendo more,
anzi, per non morir, la vita uccide, che già morì perché vivesse Amore; questa pel mondo sé dal ciel divide, questa non truova pace, infin che 'l frutto
colga di quell'Amor che 'n ciel già vide; questa, bench'a ciascun dia 'l suo cor tutto, più dolce sente il vincol di coloro ne' quai ha fatto il vano amor distrutto,
ne' quai del vero ben truova 'l tesoro, ne' quali è 'l sacro lume e lo splendore, e della viva scienzia il provat'oro. In questi l'Amicizia el suo dolzore
suole spiegar nell'uso e nel sermone alterno, ove ciascuno apre 'l suo core, ov'ogni occulto, ogni secreto pone in mano al vero amico ed ogni senso:
dà e riceve, e domanda e dispone; appara, insegna e, s'è talora offenso da le umane miserie, nell'amico spera conforto al suo dolore immenso,
e in lui, maggiore assa' più ch'i' non dico, alla sua piaga truova medicina, fedel consiglio, libero e pudico. È la ver'Amicizia una fucina
dove si purga l'oro; e dov'è, spenta si truova over perisce altra ramina. Se nelle colpe tue vedi esser lenta la correzion di quel ch'amico chiami,
d'amico, assentator forse diventa; e se tu lui come ver amico ami, correggi quello error che non corregge, se non vuo' de l'amor romper li rami.
Dell'amicizia que' rompe ogni legge ch'amonito si turba, adira e sdegna e dell'amico in sé l'ardir sommerge. Poco nell'amicizia dura o regna
chi all'amico non diventa equale quanto bisogna, e 'l suo minor non degna. Colui non sa quanto amicizia vale che per lieve cagion quella rifiuta
ed all'argento fa lei inequale. L'amicizia fedel mai non si muta, benché l'amico suo vegga mutato, né all'amor l'amor vende o commuta.
E poi che dello amico ha iudicato non ne' conviti, ma ne' tempî, o dove più l'ebbe a iudicar pronto e parato, in lui con singular modo si move,
in forma tal, ch'ogn'altro ama ed abraccia e ne' piggior fa spesso miglior prove. Per vizio e per viltà niun mai discaccia, ma medico soccorre a ogni piaga,
che lui di simil morbo non minaccia. Per lui porta ogni pena e per lui paga ogn'obligo, se può, e dall'amore per alcun caso mai 'l suo core smaga.
Del vivo affetto suo, del gran fervore lo studio e le parole fanno segno, che, come tardi, sempre aprono 'l core. Questa fondò le leggi e diede il regno
alla legal Iustizia per giovare al mondo, forse di sua cura indegno; questa costrigne spegnere e domare l'antico Ercole i mostri, e Codro more
per poter la sua patria liberare Regol ritorna in Afric'al furore de l'inimici, e Muzio pon la vita e la man perde per publico amore;
quest'è in croce più volte salita, questa col sacro sangue il mondo tigne; mentre che chiama, al ciel conforta e 'nvita; questa unisce, coniugne, lega e strigne
ciò ch'è coniunto, e 'l contrario divide; ciò che è unito dissipa e distigne. Senza costei Bellona e Marte stride, e, con grave ruina e sevo orrore,
fracassa, turba, lacera ed uccide. Accende nelle Furie il crudo ardore, e di serpenti e fiamme armate vanno con orribil tempesta e con furore,
turbando 'l mondo e le genti, ove sanno dell'Amicizia il sacro nodo sciolto essere, e discacciata con affanno. Ma chi nel sen di questa s'è raccolto
e, per non perder lei, se stesso vende, dal sommo e vero Ben ma' sarà tolto. Senz'amicizia il mondo e 'l ciel s'offende, ogni lume d'ingegno, ogni virtute,
ogni dottrina e grazia in mal s'estende; ogni gloria, ogni onore, ogni salute senz'amicizia nuoce, e 'l ciel disdegna chi con amor non ha suo vie compiute.
Però che quel Signor, che lassù regna, per la sacra Amicizia in terra scende e, om fatto per lei, lì morir degna, sicché chi odia questa lui offende.
Il perché nïun speri a' ciel salire, se sé all'Amicizia e 'l suo non rende, a lei viver disposto, a lei morire.
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